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<title>Ipse Blog</title>
<description>Il blog di Ipse.com. Divagazioni, riflessioni, citazioni, contraddizioni e illustrazioni sui media, l'informazione e altro.</description>
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<webMaster>Ipse.com</webMaster>
<copyright>Creative Commons: (CC) Ipse.com</copyright>
<lastBuildDate>Sun, 10 Oct 06</lastBuildDate>
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<title>n/a</title>
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 <title>Liberi di farsi pagare</title> 
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Nello scontro tra editori e giornalisti per il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da quasi due anni, si &egrave; introdotto di recente anche il tema dei contributi statali all'editoria: diverse centinaia di migliaia di euro all'anno che piovono su giornali grandi e piccoli, di partito e non. Qualcuno dice che sia una forma di sostegno alla libert&agrave; di stampa; per altri invece &egrave; un modo per condizionare i media o per favorire gli editori, oppure semplicemente uno spreco di denaro pubblico. Ma chi beneficia di questi contributi? E quanti soldi prende?
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 <title>France 24 nella blogsfera</title> 
  <link>http://www.ipse.com/blog/</link>
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France 24, la nuova tv all news via satellite e Internet inaugurata il 6 dicembre, ha scelto un modo originale per farsi conoscere, oltre agli spot televisivi e alla pubblicità sui giornali. Ha invitato 12 blogger di diversi Paesi a visitare la sua sede di Issy-les-Moulineaux alle porte di Parigi. L'idea &egrave; che i blogger si trasformino in "agenti virali", in grado di accreditare rapidamente la nuova tv nella blogsfera. Con quali risultati?
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<title>Segolene regina dei blog</title> 
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Quella di Segolene Royal - scelta dai socialisti francesi per sfidare Nicolas Sarkozy alle elezioni presidenziali del 2007 - è stata definita una candidatura costruita dai media.  Ma un grande peso nel suo successo l'hanno avuto anche i blog. Ed &egrave; stata creato addirittura un neologismo, "segosphere", per indicare l'ampia rete di siti dedicati alla Regina della sinistra francese. Vediamo quali sono i più interessanti.
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<title>Chi detta l'agenda</title>
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<description>"Il Sole 24 Ore ha dato conto della mia lettera e ha sostenuto, per giorni e giorni, il nostro grido di dolore ma, benché il Presidente Ciampi mi abbia risposto, nulla, concretamente, è accaduto".
Filippo Callipo, presidente della Confindustria calabrese racconta - in una lettera pubblicata sul Sole 24 Ore di oggi - i suoi tentativi per svegliare le istituzioni e convincerle a combattere la delinquenza e la mafia, prima dell'omicidio di Francesco Fortugno. Dove si dimostra che non è la grande stampa (o l'opinione pubblica o la società civile) a dettare l'agenda della politica.</description>
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<title>Maggioritario fazioso</title>
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<description>"Il nuovo sistema elettorale e le logiche maggioritarie vennero interpretate, in particolare dai 'nuovi arrivati', come giudizi di Dio, in un clima da guai ai vinti. L'altro non era più un avversario con cui, eventualmente, dialogare alla luce del sole ma un reietto, un nemico mortale. Nel momento in cui anche le cariche di garanzia vengono accaparrate dal vincitore e in cui si delegittima l’opposizione, la logica dell'amico/nemico e della faida dilaga... L'anomalia italiana continua a connotarci: non più con la P38 sugli spaghetti come faceva lo Speigel negli anni 70, ma con partiti incapaci di riconoscere gli interessi collettivi sopra quelli particolari".
Lo scrive Piero Ignazi sul Sole 24 Ore di oggi. Un'opinione diversa sull'usuale contrapposizione maggioritario vs proporzionale.</description>
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<title>Perché Internet non è il Corriere</title>
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<description>"Nell'arco di pochi anni la capacità di incidere sul consenso esercitata attraverso i mass media tradizionali perderà molta forza, o non eserciterà più valore per ampie fascie di popolazione che rappresentano le generazioni di elettori a venire.
Perché affannarsi per il milioncino di lettori del Corrierone, se già decine di milioni di cittadini italiani usano più o meno frequentemente Internet per fare le cose più disparate e importanti della loro vita? 
Perché Internet, da questo e da molti altri punti di vista, non funziona e non può essere usato come i media tradizionali per generare consenso"

Lo scrive Andrea Giovenali sull'ultimo numero del mensile Tempo Economico ("Restaurazione e innovazione. I due volti dell'Italia dei media e delle tecnologie").  </description>
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<title>La frase celebre</title>
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<description>"Uno dei doni più grandi che la scienza ha fatto al mondo è la continua eliminazione del soprannaturale". 

Se non è ancora celebre dovrebbe diventarla: bisognerebbe affiggerla nelle aule scolastiche...
La frase è tratta da un articolo di James Watson, lo scienziato americano che con l'inglese Francis Crick ha scoperto la struttura molecolare del Dna. Il Corriere della sera l'ha pubblicato il 29 settembre (titolo: "In principio fu il Verbo o il Dna?"), nei "Documenti". Dopo  pagine di chiacchiericcio politico, una boccata d'ossigeno per i lettori. Chi vuole ossigenarsi può leggere la raccolta completa nel sito Corriere.it.</description>
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<title>Contro la distribuzione</title>
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<description>"L'ultima volta che entrai in un supermercato fu in Val d'Aosta, dalle parti di Courmayeur. Stavo mettendo gli acquisti nel cestello quando capii che qualcosa non funzionava: vedevo gli altri che andavano a pesare la loro merce dopo averla insaccata nel cellophan. La pesavano e vi applicavano dei biglietti timbrati con il peso e il costo. Insomma, per la modernità facevano quello che il commerciante fa gratis per i clienti. Alla cassa, al piano superiore, trovarono che uno dei timbri era illeggibile; arrivò un ispettore, quelli in coda protestavano. Ogni volta che passo davanti al supermercato mi sento incapace, impotente, in mezzo ai carrelli di quelli che sanno timbrare, in mezzo a quelli che mi guardano con compassione".

Una citazione da "Pandemonio", il pamplet di Giorgio Bocca sul "miraggio della new economy" (e in generale della modernità). Utile per capire la psicologia del "grande vecchio del giornalisma italiano".</description>
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<title>Contro l'informazione</title>
<link>http://www.ipse.com/blog/</link>
<description>"Al posto dell'informazione politica c'è questo insopportabile chiacchiericcio sul vuoto. Giornali "intelligenti" come il Foglio o il Riformista sono la negazione del giornalismo, il ritorno a un ermetismo da preti. Meglio tacere, meglio non informare, meglio non dire a chiare lettere che... ".

Bella invettiva contro l'informazione di Giorgio Bocca sul Venerdì di Repubblica.</description>
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